Mostri, mostri, belli e brutti.
Verranno a mangiarvi, a uccidervi tutti.
Corsai, Corsai, artigli e zanne. La vostra vita misurano a spanne.
Malchai, Malchai, vi mostrano i denti. E gli occhi rossi, volenti o nolenti.
Sunai, Sunai, occhi di pece. Sentite una musica, poi l’anima tace.

Ho conosciuto Victoria Schwab qualche mese fa con Evil, edito da Newton Compton. Ritorno qualche mese dopo con la duologia di Questo canto selvaggio e Questo oscuro duetto, ripubblicati con una nuova (e molto bella) veste grafica da Giunti Editore.
Giunti non รจ molto famoso per avere un catalogo fantasy ricco e appetibile, a differenza di Mondadori, ma ha alcuni titoli che non volevo perdermi tra cui Hyperversum, di Cecilia Randal e questi due titoli della Schwab.
Evil mi aveva preso non solo per la trama e i personaggi, ma anche per lo stile scorrevole e molto cinematografico dellโautrice. Finito in un paio di giorni รจ diventata una delle letture dellโanno.
Questo canto selvaggio e Questo oscuro duetto ci riportano in unโambientazione dark urban, con due personaggi interessanti e un worldbuilding dal grosso potenziale che lโautrice ha deciso di non sfruttare.
Ma andiamo con ordine.
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