Jo Baker – Longbourn House (Recensione)

Tutto ciò che conosceva, tutto ciò che amava, ogni legame d’affetto che si era costruita le era stato strappato via: di lei non restava che il midollo, nudo e crudo. Certo, da che si ricordasse il suo più sincero desiderio era sempre stato quello di conoscere altre pezzi di mondo; ma avrebbe dovuto, pensò, formularlo con maggior precisione: avrebbe dovuto specificare che desiderava farlo essendo felice

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Quando finisco un bel libro sono in lutto. Lo metto giù, poi apro Telegram e seleziono i contatti a cui mandare il mio audio lunghissimo in cui cerco di non fare spoiler. Inizio sempre con un “ho letto un libro bellissimoooo!”.  Non è una cosa che capita spesso, ma quando capita sono elettrizzata, felice e anche triste. È quello che mi è successo con Longbourn House di Jo Baker (Einaudi).

Confesso: nel 2020 non avevo ancora letto Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Colpa di una prof all’università che mi ha fatto odiare tutto di lei, nonostante provasse di fare l’esatto opposto. Beh, l’ho letto e devo dire che mi aspettavo qualcosa di più, non mi ha preso come pensavo… ma non sono qua a parlare di questo.
Andiamo con ordine.

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Toshikazu Kawaguchi – Finché il caffè è caldo

Si alzò e corse verso la sedia che prometteva di trasportarla nel passato. Sembrava una sedia qualsiasi, niente di strano. Mentre stava lì in piedi, a fissarla con un desiderio spasmodico, il cuore prese a batterle forte in petto.

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Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi arriva in Italia grazie a Garzanti. Bestseller in patria, questo romanzo Ci pone davanti un quesito interessante: se tu potessi tornare indietro nel tempo, cosa cambieresti? E soprattutto perché vorresti farlo?
La narrazione è suddivisa in quattro parti, ognuna con un protagonista – il bar – e il personaggio di turno con una sua storia e una serie di cose irrisolte.
Da amante della letteratura giapponese non potevo lasciarmelo sfuggire, ma a lettura ultimata questo romanzo di Kawaguchi non riesce a farti apprezzare il tema di fondo che di per sé sarebbe anche carino. Ma andiamo con ordine.

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Margaret Atwood – Il racconto dell’ancella (RECENSIONE)

“Non temono che ce ne andiamo di nascosto. Non arriveremmo lontano. Temono altre fughe, quelle che puoi aprirti dentro, se hai un oggetto con un bordo tagliente.”

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So che arrivo in ritardo nel recensire questo libro, ma meglio tardi che mai. Forse molti di voi conoscono la serie tv basata sul romanzo della Atwood, serie che ho apprezzato molto, sopratutto perché va a rimpolpare quelle parti che nel romanzo sono trattate in modo più superficiale.  Il racconto dell’ancella è un romanzo distopico che fa venire i brividi per l’attualità dei suoi temi. Un po’ come tutte le distopie, anche questo romanzo non è invecchiato di una virgola se consideriamo che è stato scritto nel 1985.
Il ruolo della donna, il compito della religione, la perversa esaltazione dell’amore e della libertà. Tutto questo nel racconto di una donna, in un mondo che forse non è così lontano.

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Sophie Kinsella – La famiglia prima di tutto (RECENSIONE)

Il punto è che non riesco proprio a lasciar correre. Le cose fuori posto non mi danno pace. Le devo sistemare per forza. Qui e ora. Non per niente mi chiamano Fixie.

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Sono una di quelle lettrici che quando esce un nuovo libro di Sophie Kinsella urla. Con lei è iniziata la mia passione per le commedie romantiche, quelle che ti fanno venire gli occhi a cuoricino e ti spingono a credere nell’amore vero. Dopo alcuni buchi nell’acqua però – ammetto, ci sono stati – la Kinsella torna in Italia con “La famiglia prima di tutto” (I owe you one;2019) grazie al fedelissimo Mondadori.

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Alisa Kwitney – Regina di ossa (RECENSIONE)

«Victor…»
«Oh no, il mio nome tu così non lo dici, Elizabeth.»

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Ben rivisti amici di mekaBOOKS! Oggi torno alla riscossa con un nuovo trovatello: Regina di Ossa di Alisa Kwitney, ennesimo retelling dell’ormai famosissimo Frankenstein, edito da Giunti Editore.

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Murata Sayaka – La ragazza del convenience store (RECENSIONE)

È proprio quello che sto cercando di fargli capire: non sono un essere umano, ma una commessa del konbini!

La ragazza del Convenience Store è un romanzo che è arrivato da noi solo l’anno scorso grazie a e/o edizioni. So che ha vinto il prestigioso premio Akutagawa in Giappone e che l’autrice, Murata Sayaka, è una delle stelle della nuova letteratura giapponese contemporanea.  Era da tanto che non leggevo qualcosa made in Japan e dopo La cicala dell’ottavo giorno (che ho amato tantissimo) ero alla ricerca di qualcosa di nuovo. Sulla copertina c’è scritto qualcosa come “brillante, spiritoso e dolce”. Ma questi lo hanno letto il libro?

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